Ilaria Bonadei ha 35 anni e fin da ragazzina ha avuto due grandi passioni: quella per l’organizzazione di eventi e quella per le lingue straniere. Dopo aver conseguito una licenza linguistica europea in Inglese, tedesco e spagnolo e una laurea in Relazioni Pubbliche coniuga i suoi due mondi in un’unica professione. Per anni si occupa di eventi e fiere in Italia e all’estero poi, circa quattro anni fa, in dolce attesa della sua prima figlia, decide di concentrarsi sull’organizzazione di matrimoni nella sua città, Venezia. E così che, insieme alla sua piccola, nasce Marryville…

Ilaria com’è nato il desiderio di intraprendere la professione della wedding planner?

Anni di esperienza nel settore dell’organizzazione e la passione per le cose belle, eleganti ma particolari, mi hanno spinto sempre più negli anni a dedicarmi al settore matrimoniale.

Tu hai frequentato il Corso di Alta Formazione Professionale in Wedding Planner e, successivamente, hai continuato il tuo percorso di studi ottenendo il Master Executive in Wedding Manager, sempre con Event & Media Education. Che tipi di benefici hai ricevuto da questo percorso formativo?

Sicuramente dà dei validi spunti anche di approfondimento, soprattutto sotto un profilo socio-economico. Per chi è estraneo al mondo degli eventi, anche istituzionali, la cura del cerimoniale non è cosa scontata, pur molto delicata. E come questo aspetto, anche altri. E’ fondamentale capire che il wedding planner è come un direttore d’orchestra. Sa esattamente quello che gli altri devono fare e li istruisce per farlo in modo ottimale. Questo è il segreto.

I corsi che hai frequentato, ti hanno fornito strumenti pratici per il tuo lavoro?

La formazione accademica è sempre molto utile soprattutto per coloro che già non hanno avviato un’attività. La cosa fondamentale è lavorare con esperti per imparare il know how e, ovviamente, migliorarlo.

Raccontaci come e quando è nata la tua agenzia Marryville.

Cercherò di essere sintetica. A fine 2013 ho partorito mia figlia, in un momento di grande splendore lavorativo e maturità professionale. Ho pensato che fosse giunto il momento di “dare luce” anche alla mia professionalità, definendola in un contesto che fosse per me gestibile con un neonato. Così è nata Marryville. Il nome nasce dal desiderio di evocare la “meraviglia” di farlo in inglese, lingua parlata nel mondo. Capito che la Meraviglia voleva essere il sentimento da far provare a “miei” sposi, ho definito gli asset con cui Marryville si sarebbe dovuta distinguere nel mercato.

E quali sono?

Marryville vuole contraddistinguersi per originalità e raffinatezza. Il punto era: come? Sicuramente partendo dal pragmatismo organizzativo che ti consente di poter gestire criticità e variabili continue senza stress e ti porta ad individuare le migliori proposte da fare agli sposi; in secondo luogo la gestione oculata del budget: sposarsi a Venezia significa mettere in conto molte risorse economiche e non legate ai trasporti, ai tempi di spostamento e al costo della vita. Realizzare un matrimonio a Venezia significa conoscere ogni criticità legata proprio a questi aspetti. Il terzo asset riguarda la scelta di affidarsi ad una rete di artigiani professionisti, a dispetto dell’industria: in questo modo si possono abbattere alcuni costi alzando la qualità del prodotto e del servizio offerti.

Hai incontrato difficoltà quando hai deciso di intraprendere questa tua avventura?

Sicuramente sì. Lo studio del posizionamento sul mercato, la scelta dello stile e del marchio, la realizzazione del sito, la diffusione dell’informazione “Marryville è entrata nel mercato”.

Da queste analisi ho deciso di dedicarmi soprattutto al mercato straniero poiché il wedding planner è riconosciuto come una figura professionale vera e propria.

Mi spiego meglio: nei paesi anglosassoni quando una coppia si sposa, chiama il wedding planner, un po’ come si chiama il meccanico quando l’auto ha problemi.

In Italia non c’è ancora la cultura del “servizio per il servizio” e si fa fatica a comprenderlo e a vedere la valorizzazione rispetto al fai da te. L’assistenza per la produzione, il coordinamento del lavoro tra i fornitori, l’armonia che deve essere instaurata tra i fornitori stessi (che non devono intralciarsi a vicenda), la cura dello stile e altro, sono aspetti che spesso passano in secondo piano o non vengono tenuti in considerazione.

Lo straniero apprezza e cerca il supporto nel servizio proprio perché nel campo matrimoniale, è molto attento allo stile coordinato. Ovviamente sono ben felice di aiutare una coppia italiana, ci mancherebbe!! Con l’esperienza ho imparato a capire su cosa puntano gli italiani e su cosa gli stranieri.

Qual è la tua giornata tipo?

Non c’è una vera e propria “giornata tipo”. Ci sono giornate che dedico alla cura dei preparativi, altre in cui mi concentro sulla pianificazione, altre ancora in cui giro per location e fornitori. Diciamo che posso avere giornate da 5 ore lavorative, come da 18!

E per il futuro? Quali sono i tuoi progetti/obiettivi?

Mi piacerebbe che Marryville diventasse un marchio di affidabilità nel campo dell’organizzazione di matrimoni ed eventi nel mercato del lusso.

Un consiglio per chi vuole intraprendere la tua professione.

Sicuramente è fondamentale capire su cosa si vuole puntare. Ci sono colleghi molto attenti allo stile, altri che scelgono un target tale per cui il punto di forza è la produzione. Di sicuro non ci si può buttare nella mischia e vedere chi abbocca, perché così non ci si contraddistinguerà mai. Un’analisi oculata del mercato, la ricerca del tuo competitor ideale e la consulenza di validi professionisti sono, a mio vedere, gli aspetti principali.

Un consiglio per chi invece desidera affidarsi a un wedding planner per il proprio matrimonio. Quali sono gli elementi che dovrebbero guidare gli sposi nella scelta di un professionista?

Il wedding planner deve sapere molte cose riguardo i vari aspetti del matrimonio. Ma non può sapere tutto. Dare l’impressione di sapere tutto è sbagliato. Gli sposi devono invece sentirsi coccolati e al sicuro, perché che gli organizzerà le nozze curerà con loro i vari aspetti e li guiderà verso la strada più semplice e più raffinata o eccentrica o colorata che vogliano. Rassicurare gli sposi anche spiegando che alcune scelte possono avere delle ricadute organizzative, consigliarli e proporre soluzioni che restino nello stile e magari possano dare un valore aggiunto. Io credo che un wedding planner debba essere anche un po’ psicologo, capire, rassicurare e far sentire gli sposi in mani sicure e preparate.

Sito web: www.marryville.it

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